Cari amici, nemici e navigatori ignoti,
la vita cremomilanese mi ha inghiottita a tal punto da farmi trascurare il costante aggiornamento della mia pagina virtuale. Difficile riassumere le mie esperienze lombarde, ma tenterò di setacciarne per voi il succo più concentrato. Ho speso gran parte di questi giorni con Claudia, che ha generosamente condiviso con me la preziosa cucina della sua ancor più preziosa mamma, la soporifera camomilla al miele e vaniglia, le rigeneranti alpenliebe al caffè, il suo assuefacente letto a due piazze – vi avviso, spasimanti, questa ragazza vuole tutte le coperte per sé e si sveglia con strane canzoni nella testa -, le sue amicizie nordiche (di cui vi citerò i nomi più significativi: Cciosi e Monnega), e addirittura la palestra. C’è quella macchina-del-ginecologo e l’arriccia-addominali che mi hanno fatto impazzire. Dopo aver ripetutamente disintegrato ogni fibra, muscolo e giuntura della mia agonistica massa corporea implodendo sotto le stoiche sembianze di Popeye dopo un’indigestione di spinaci al bacon (ripresa fiato), era estremamente piacevole passare per la lavastoviglieinfasepostlavaggio, rusticamente detta “ciclo termale”. Nel bagno turco c’era quel penetrante vapore aromatizzato all’eucalipto che è piacevole quanto il sapone intimo al mentolo – provare per comprendere. La sauna, invece, mi dava di liquirizia, ma non ho avuto il coraggio di addentare i carboncini per capire se fosse Saila.
Il Master procede gloriosamente, io e Claudia restiamo sempre più colpite dal biondo amministratore che ci impartisce lezioni di contabilità, e oggi abbiamo registrato i primi bilanci in partita doppia, concedendoci solo qualche pausa ricreativa per pensare a quale forma geometrica corrispondesse ogni nostra amica o conoscente – sono venuti fuori rettangoli, sfere, rombi, triangoli isosceli, equilateri e scaleni, ma secondo me c’è anche qualche trapezio. Dopo le ultime vicissitudini in palestra, io sono senz’altro un ottagono con l'agilità e la scioltezza di una cassapanca in noce.
la vita cremomilanese mi ha inghiottita a tal punto da farmi trascurare il costante aggiornamento della mia pagina virtuale. Difficile riassumere le mie esperienze lombarde, ma tenterò di setacciarne per voi il succo più concentrato. Ho speso gran parte di questi giorni con Claudia, che ha generosamente condiviso con me la preziosa cucina della sua ancor più preziosa mamma, la soporifera camomilla al miele e vaniglia, le rigeneranti alpenliebe al caffè, il suo assuefacente letto a due piazze – vi avviso, spasimanti, questa ragazza vuole tutte le coperte per sé e si sveglia con strane canzoni nella testa -, le sue amicizie nordiche (di cui vi citerò i nomi più significativi: Cciosi e Monnega), e addirittura la palestra. C’è quella macchina-del-ginecologo e l’arriccia-addominali che mi hanno fatto impazzire. Dopo aver ripetutamente disintegrato ogni fibra, muscolo e giuntura della mia agonistica massa corporea implodendo sotto le stoiche sembianze di Popeye dopo un’indigestione di spinaci al bacon (ripresa fiato), era estremamente piacevole passare per la lavastoviglieinfasepostlavaggio, rusticamente detta “ciclo termale”. Nel bagno turco c’era quel penetrante vapore aromatizzato all’eucalipto che è piacevole quanto il sapone intimo al mentolo – provare per comprendere. La sauna, invece, mi dava di liquirizia, ma non ho avuto il coraggio di addentare i carboncini per capire se fosse Saila.
Il Master procede gloriosamente, io e Claudia restiamo sempre più colpite dal biondo amministratore che ci impartisce lezioni di contabilità, e oggi abbiamo registrato i primi bilanci in partita doppia, concedendoci solo qualche pausa ricreativa per pensare a quale forma geometrica corrispondesse ogni nostra amica o conoscente – sono venuti fuori rettangoli, sfere, rombi, triangoli isosceli, equilateri e scaleni, ma secondo me c’è anche qualche trapezio. Dopo le ultime vicissitudini in palestra, io sono senz’altro un ottagono con l'agilità e la scioltezza di una cassapanca in noce.
Ora vado a condividere con Claudia il nostro infuso pre-sonno, accompagnato dalle nostre abituali puntate di Scrubs che tengono vivo il nostro spiccato e acuminato senso dell’umorismo.
Cheers!

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