Carissimo Giallo,
Visto il tuo ultimo commento, questo inserto lo dedico direttamente a te, in mondolettura. Mi lusinga sentire che la pattumiera letteraria inglese non produca niente che ti appaghi più del mio impudente blog. E forse sei l’unico motivo che mi spinga a scrivere qualcosa qua e là occasionalmente. Così, oggi mi ritrovo a rileggere un libro nero che mi regalasti nell’ormai lontano 2002. La prima pagina nera, scritta con quella penna argentata, riporta: “A Maria Luisa, per l’amore e l’affetto, con tutta la musica che posso mostrare”. Era la tua raccolta di poesie. Non mi stanco mai di leggere l’ultima, la più bella:
M
Come accordi di violini
Stanchi, spenti
O come puro ritmo
Sciolto
Tra la bianca indifferenza
Tu sei l’unica che mi smuove
(e potrei, muto per sempre
Riuscire a parlarti)
Sotto, scrivevi che la poesia era dedicata a me e a "Mother" dei Balanescu Quartet, insieme ad altre cose che iniziano per M. Interessante che proprio in questi giorni stia riflettendo sulla figura della Madre. Su quella donna con le ginocchia spezzate e gli occhi gonfi per noi, che ci cresce senza pretendere neanche un grazie in cambio. Quella donna che diamo per scontato ci dia tutto, ma che detestiamo non appena ci toglie anche un solo palloncino dalle mani. Anzi, detestiamo lei anche quando è qualcun'altro a toglierci il palloncino, perché è su lei che scarichiamo ogni rabbia repressa. E spesso ci ricordiamo troppo tardi che quando non c'è lei, non ci sarà nessuno a porgerci il fazzoletto per soffiare il naso.
Ricordo quando tu mi chiamavi pur sapendo che io ti avrei rimproverato. A volte sembrava provassi piacere nel sentire il mio disappunto e le mie raccomandazioni difficili da seguire. Sapevi che non saresti riuscito a seguire i miei consigli, ma volevi ascoltarli ugualmente. E mi scrivevi fiumi di lettere per esprimermi i tuoi moti interiori, e attendevi con ansia le mie risposte pur sapendo che non avresti ricevuto parole compiacenti ma spesso aspri colpi di disapprovazione. Ti sei mai chiesto perché tu desiderassi questo?
Spero tu abbia sempre qualcosa di edificante da leggere. E da credere.
Maria Luisa
Visto il tuo ultimo commento, questo inserto lo dedico direttamente a te, in mondolettura. Mi lusinga sentire che la pattumiera letteraria inglese non produca niente che ti appaghi più del mio impudente blog. E forse sei l’unico motivo che mi spinga a scrivere qualcosa qua e là occasionalmente. Così, oggi mi ritrovo a rileggere un libro nero che mi regalasti nell’ormai lontano 2002. La prima pagina nera, scritta con quella penna argentata, riporta: “A Maria Luisa, per l’amore e l’affetto, con tutta la musica che posso mostrare”. Era la tua raccolta di poesie. Non mi stanco mai di leggere l’ultima, la più bella:
M
Come accordi di violini
Stanchi, spenti
O come puro ritmo
Sciolto
Tra la bianca indifferenza
Tu sei l’unica che mi smuove
(e potrei, muto per sempre
Riuscire a parlarti)
Sotto, scrivevi che la poesia era dedicata a me e a "Mother" dei Balanescu Quartet, insieme ad altre cose che iniziano per M. Interessante che proprio in questi giorni stia riflettendo sulla figura della Madre. Su quella donna con le ginocchia spezzate e gli occhi gonfi per noi, che ci cresce senza pretendere neanche un grazie in cambio. Quella donna che diamo per scontato ci dia tutto, ma che detestiamo non appena ci toglie anche un solo palloncino dalle mani. Anzi, detestiamo lei anche quando è qualcun'altro a toglierci il palloncino, perché è su lei che scarichiamo ogni rabbia repressa. E spesso ci ricordiamo troppo tardi che quando non c'è lei, non ci sarà nessuno a porgerci il fazzoletto per soffiare il naso.
Ricordo quando tu mi chiamavi pur sapendo che io ti avrei rimproverato. A volte sembrava provassi piacere nel sentire il mio disappunto e le mie raccomandazioni difficili da seguire. Sapevi che non saresti riuscito a seguire i miei consigli, ma volevi ascoltarli ugualmente. E mi scrivevi fiumi di lettere per esprimermi i tuoi moti interiori, e attendevi con ansia le mie risposte pur sapendo che non avresti ricevuto parole compiacenti ma spesso aspri colpi di disapprovazione. Ti sei mai chiesto perché tu desiderassi questo?
Spero tu abbia sempre qualcosa di edificante da leggere. E da credere.
Maria Luisa
