
giovedì 31 gennaio 2008
Siamo sinceri - ci sono io e ci siete voi

domenica 27 gennaio 2008
Torri e antenne paraboliche
(Senza offesa a certi miei sinistri amici. Mi state diplomaticamente simpatici anche se siete sinistri.)
lunedì 21 gennaio 2008
Nel blu dipinto di cemento infarinato
Ma c’è stato qualcosa di ben più banalmente peculiare – passatemi l’ossimoro - che mi ha fatto riflettere oggi. Stamattina il cielo spagnolo lasciava molto a desiderare (ovvero dava su quel grigio cemento infarinato stile dammi-una-lametta-che-mi-taglio-le-vene). In questi casi tendiamo a dire “che schifo il cielo oggi”. Eppure, quando l’aereo varca il limite di una certa quota, ci rendiamo conto che il colore del cielo era in realtà meravigliosamente raggiante, e l’unica cosa color grigio cemento infarinato erano le nuvole che lo offuscavano.
Peccato che solo una volta scavalcate le nostre spesse nuvole infarinate ci rendiamo conto di quanto sia splendentemente e perennemente azzurro il nostro cielo.
domenica 6 gennaio 2008
Dolcetto o scherzetto...?!?
Qualche coraggioso oggi mi ha chiesto: “E sulla befana non hai niente da dire?” In realtà, la befana mi sta quasi simpatica.
BEFANA, nome ricco di vocali che addolcisce il duro e torvo nome di STREGA. “Epifania” significa “apparizione, manifestazione” e l’origine cristiana della festività allude all’apparizione dei Re Magi. Ma a noi italiani piace tanto questo mix tra sacro e profano, una sorta di postmodernismo delle feste che combina elementi che cozzano tra loro in maniera formidabile. Quindi, invece dei Re Magi, a noi appare una sfollata di Halloween a cui abbiamo affibbiato un nome che ci ricorda almeno nel suono quello di “epifania”. La parte più entusiasmante, poi, è che questo genio porta i dolci ai bambini, ma glieli mette dentro le calze (volete ingozzarvi di cioccolatini e caramelle? E io ve li metto nei calzini, tiè, vediamo se avete il coraggio...). Che simpatica, la befana! Ai bambini cattivi, invece, dispensa carbone, che raccoglie evidentemente dai caminetti. Ricordo che la sera prima della manifestazione della strega stavo ben attenta che i miei non accendessero il camino (altrimenti mettevamo su un rogo), ma mi chiedevo anche dove arrivassero le calze ai bambini che non avevano il caminetto. E la befana da dove lo prendeva il carbone se un bambino cattivo non aveva il caminetto? Forse ne rubava un po’ dalle case dei bambini buoni col caminetto per darne ai bambini cattivi senza caminetto. Ruba ai buoni per dare ai cattivi.. una specie di Robin Hood al contrario. Forse per questo ha preferito andare al supermercato e comprare il carbone di zucchero. Personalmente però, le proporrei di tornare alla vecchia maniera perché io, ad esempio, amavo il carbone di zucchero e mi comportavo male in modo che la befana mi portasse il carbone. Chissà come gestirà poi il passaggio dai camini a legna a tutti questi tecnologici caminetti elettrici. Magari, nel futuro, le mamme diranno “comportati bene, che la befana ti porta i pellets”… Ah, mi fa impazzire, la befana.
martedì 1 gennaio 2008
I miei migliori auspici
Fare auguri personalizzati costa, e ciò che costa non ci piace; perché spendere energia quando potremmo positivamente risparmiarla con un gratuito “Buon Anno”? D’altronde rischieremmo di interrompere il torneo di briscola fra i nostri neuroni per farli concentrare su un impegnativo auspicio studiato. Tuttavia, sono riuscita a convincere i miei ad abbassare le carte e impegnarsi per un attimo. Più che un “Buon Anno”, auguro a mio fratello ed Elisabetta di superare l’esame di Stato e il test d’ingresso alla specializzazione. Auguro a Claudia la saggezza per prendere le decisioni più giuste. Auguro ai miei amici la tenacia per affrontare i giorni “cattivi”. Vi auguro di risparmiare un cucchiaio di lenticchie per chi di fortuna ne ha avuta meno di voi. Non vi auguro di non deludere nessuno, ma di sapere come farvi perdonare quando non siete il modello che avreste desiderato per i vostri genitori, figli, amici, coniugi. Non vi auguro di condividere tutte le scelte delle persone che amate, ma di dimostrare loro il vostro affetto rispettandole. E vi auguro di saper stare soli, e di saper usare la vostra stessa testa, mentre la mitraglia globale vi propone l’omologazione del vostro cervello.
A me stessa auguro di custodire gelosamente ogni piccolo prezioso ricordo dell’anno passato, come un non-ti-scordar-di-me fra i cristalli e gli argenti, perché nessuno, neanche il tempo, possa mai portarmelo via.

