I miei viaggi sono sempre una nuova puntata di Bridget Jones alla conquista del West, ma questa volta è stato proprio strepitoso.
1. Arrivo a Firenze in ritardo e mi fiondo sul binario del treno per Milano – non per suicidarmi. Salgo e mi metto a mio agio, felice e sorridente di trovarmi in una carrozza favolosa, tutti eleganti, tutti distinti. Mi accomodo nella carrozza 4 al posto 56, come indicava la mia prenotazione. Peccato che il controllore infranga il mio sogno cenerentolesco per dirmi che ho sbagliato treno e che mi trovavo nella prima classe di un Eurostar, mentre il mio umile Intercity era stato spostato su un altro binario. Oh, gioia. Oh, gaudio.
2. Pago il sovrapprezzo, scendo a Bologna e cerco un altro treno per Milano. Ma non c’è fino alla sera. Quindi risalgo sull’Eurostar in tempi da record e arrivo gloriosamente a Milano.
3. A Milano, dopo essere stata travolta da qualche orda vichinga, adocchiata da qualche orda nordafricana e inseguita da qualche orda marocchina, faccio una passeggiata in Galleria ed esaurisco ogni energia concessami dai bicipiti a forza di trascinare il mio trolley (che per convenzione simbolica chiamerò Unhappy Hippo). Essendo senza meta fino alla sera, mi infilo nella Mondadori davanti al Duomo per accomodarmi nella sala lettura, che per disgrazia si trova al quinto piano. Dopo aver infelicemente trascinato Unhappy Hippo per cinque piani, mi accorgo che il signore accanto a me esce dall’ascensore.
4. Dopo un’ora, mi chiama il mio amico Michael per andare a prendere qualcosa da bere. Volentieri. Ma mentre ci incamminiamo, mi chiama la mia amica Angela, dalla quale avrei pernottato, dicendomi che devo essere da lei entro mezzora perché deve uscire. Disperazione.
5. Micheal ha la brillante idea di accompagnarmi in motorino. Sia me che Unhappy Hippo. Grazie al suo slalom americonapoletano tra il traffico milanese delle sei di sera, arrivo in tempo in tempo perché Angela se ne sia già andata. Ma ha lasciato le chiavi dalla vicina.
6. Io e Mike cerchiamo disperatamente questa vicina introvabile, dopo di che lui galantemente facchina Unhappy Hippo per le scale fino al mio piano.
7. Dormo con Angela. Al mattino, per non spogliarmi davanti a lei, mi giro e mi spoglio furbamente davanti alla finestra – non c’è bisogno di altre spiegazioni qui. Solo un genio come me può fare certe cose.
8. Accompagno Angela al lavoro, a S. Vittore, e faccio colazione con un mafioso ergastolano. Che emozione.
9. Vado a lezione, e mentre il mio prof trentenne spiega l’equazione di bilancio, io mi perdo nell’eleganza della sua cravatta e osservo come abbia egregiamente rasato il pizzetto biondo. Io e Claudia non seguiamo più il discorso.
10. Dopo le nostre otto ore di lezione, prendiamo il treno per Cremona. Troviamo un piccione in carrozza e siamo tutti più euforici. Al momento di scendere, io e Unhappy Hippo ci buttiamo dal treno mentre Claudia ride istericamente che è la fermata sbagliata. Oh, gioia.
11. Sono finalmente a Cremona, ma sono felice, perché domani è la festa della donna.
1. Arrivo a Firenze in ritardo e mi fiondo sul binario del treno per Milano – non per suicidarmi. Salgo e mi metto a mio agio, felice e sorridente di trovarmi in una carrozza favolosa, tutti eleganti, tutti distinti. Mi accomodo nella carrozza 4 al posto 56, come indicava la mia prenotazione. Peccato che il controllore infranga il mio sogno cenerentolesco per dirmi che ho sbagliato treno e che mi trovavo nella prima classe di un Eurostar, mentre il mio umile Intercity era stato spostato su un altro binario. Oh, gioia. Oh, gaudio.
2. Pago il sovrapprezzo, scendo a Bologna e cerco un altro treno per Milano. Ma non c’è fino alla sera. Quindi risalgo sull’Eurostar in tempi da record e arrivo gloriosamente a Milano.
3. A Milano, dopo essere stata travolta da qualche orda vichinga, adocchiata da qualche orda nordafricana e inseguita da qualche orda marocchina, faccio una passeggiata in Galleria ed esaurisco ogni energia concessami dai bicipiti a forza di trascinare il mio trolley (che per convenzione simbolica chiamerò Unhappy Hippo). Essendo senza meta fino alla sera, mi infilo nella Mondadori davanti al Duomo per accomodarmi nella sala lettura, che per disgrazia si trova al quinto piano. Dopo aver infelicemente trascinato Unhappy Hippo per cinque piani, mi accorgo che il signore accanto a me esce dall’ascensore.
4. Dopo un’ora, mi chiama il mio amico Michael per andare a prendere qualcosa da bere. Volentieri. Ma mentre ci incamminiamo, mi chiama la mia amica Angela, dalla quale avrei pernottato, dicendomi che devo essere da lei entro mezzora perché deve uscire. Disperazione.
5. Micheal ha la brillante idea di accompagnarmi in motorino. Sia me che Unhappy Hippo. Grazie al suo slalom americonapoletano tra il traffico milanese delle sei di sera, arrivo in tempo in tempo perché Angela se ne sia già andata. Ma ha lasciato le chiavi dalla vicina.
6. Io e Mike cerchiamo disperatamente questa vicina introvabile, dopo di che lui galantemente facchina Unhappy Hippo per le scale fino al mio piano.
7. Dormo con Angela. Al mattino, per non spogliarmi davanti a lei, mi giro e mi spoglio furbamente davanti alla finestra – non c’è bisogno di altre spiegazioni qui. Solo un genio come me può fare certe cose.
8. Accompagno Angela al lavoro, a S. Vittore, e faccio colazione con un mafioso ergastolano. Che emozione.
9. Vado a lezione, e mentre il mio prof trentenne spiega l’equazione di bilancio, io mi perdo nell’eleganza della sua cravatta e osservo come abbia egregiamente rasato il pizzetto biondo. Io e Claudia non seguiamo più il discorso.
10. Dopo le nostre otto ore di lezione, prendiamo il treno per Cremona. Troviamo un piccione in carrozza e siamo tutti più euforici. Al momento di scendere, io e Unhappy Hippo ci buttiamo dal treno mentre Claudia ride istericamente che è la fermata sbagliata. Oh, gioia.
11. Sono finalmente a Cremona, ma sono felice, perché domani è la festa della donna.

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