venerdì 16 novembre 2007

Se bevo Rocchetta divento più verde?

Sveglia alle 11.15. Lo so, oggi ho superato me stessa, ma il mio consanguineo vicino di stanza aveva qualcosa da urlare per telefono a qualcun altro (dopo aver scoperto che al suo ultimo ordine via internet di piante tropicali dal Madagascar gli hanno addebitato 620 euro invece che 62).
Mi alzo dolorante dal letto per i lividi della caduta di ieri (beh, succede che la gente cada mentre scende le scale. La mia originalità, tuttavia, mi ha consentito di cadere mentre salivo).
Scendo in cucina (senza cadere) e mi accorgo che manca l’acqua frizzante. Sento di non poter sopravvivere senza. Urlo al mio urlante consanguineo che vado al supermercato.

Succede sempre così. Quando entro nel supermercato, mi dimentico improvvisamente cosa mi serviva e farcisco il carrello di cose fondamentalmente superflue. Vedo in offerta la pasta sfoglia e il pesto… prendo entrambi. Un bel piatto di pasta (sfoglia) al pesto è sempre gradito, no? (e poi piace anche a Terence)

Gli scaffali del supermercato sono ormai pieni di cibarie prettamente natalizie. Ho notato, tuttavia, che da qualche anno a questa parte è davvero raro trovare dolci tradizionali. È scoppiata la moda dei Panettoni modificati (con gocce di cioccolato, con solo uvetta, con pasta di mandorle, con frutti di bosco, con fichi secchi – si saranno accorti che i canditi facevano schifo?) e dei Pandori travestiti (da tronchetto di Natale, da Profiterole, da Mimosa, da Saint Honoré, da Coppa del Nonno, da Zuppa inglese, da Crème brûlée, da torta di Vienna, da Panna cotta, da Bacio perugina…). Aspetto con ansia che mascherino il Pandoro da Kinder Bueno o da semifreddo al Pistacchio di Bronte.

Arrivo all’acqua. Noto che le bottiglie di acqua naturale (o effervescente naturale) sono trasparenti o verdi. Evidentemente il verde ispira naturalezza. Quelle di acqua frizzante, invece, sono trasparenti o blu. Però non capisco, cielo e mare sono naturali quanto muschi e licheni. Mah.

Davanti a me si staglia padroneggiante la pubblicità dell’acqua Rocchetta: l’acqua che fa bene alla salute. Sottile, pungente, si insinua in me un dubbio atroce. O quella frase è una propagandistica tautologia (come dire “l’acqua è l’acqua”), oppure per tutta la vita ho bevuto acque che non fanno bene alla salute.

Spero nella tautologia e compro Levissima frizzante.




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