Mio padre e mio fratello sembrerebbero persone sommamente serie e intelligenti. Profonde, pensose, intellettuali. Mio padre, stimato medico da oltre 25 anni; mio fratello, 24enne laureando in medicina con una media vertiginosa, fidanzato da sette anni con un altro 110 e lode in medicina. Trascorrono i pasti intavolando dibattiti sulla diffusione del bacillo della lebbra.
Ma nella quotidianità più casalinga emerge tutta quella insania che cotanta genialità dovrà pur sfogare in qualche modo. Mio fratello ieri non riusciva a trovare il pane in freezer perché nascosto dall’imponente ombra delle patatine fritte, né i calzini neri nel cassetto perché abbacinato dall’accecante splendore di quelli bianchi. Mio padre, invece, stasera stava per farsi un bel piatto di ravioli ricotta e spinaci in brodo (d’altronde, tutto ciò che è di colore chiaro e impacchettato in plastica trasparente assomiglia ai tortellini… che poi siano tagliatelle, gnocchi o gamberetti sgusciati, poco importa. Tutto fa brodo, anche la gallina vecchia, e lo fa pure buono).
Dopo cena, mio padre illustrava alla fidanzata di mio fratello il suo ultimo progetto di partire per Edimburgo a fare il “ragazzo” alla pari, mentre mio fratello imitava egregiamente una gallina che vagabondava per la stanza, con tanto di estensioni telescopiche del collo e occhi orbitanti a palla. Mi ha fatto venire in mente una scena di pochi mesi fa, quando la badante di mia nonna chiese “quello è il famoso nipote medico?”, e girandomi verso di lui lo vidi accovacciato con il walkie-talkie di mia nonna vicino alla bocca mentre diceva: “sono dentro”.
Non so se attribuire tale sfoggio di estro a uno sfogo post-studio o alla mera appartenenza al genere maschile. Ma propendo per la seconda.
Ma nella quotidianità più casalinga emerge tutta quella insania che cotanta genialità dovrà pur sfogare in qualche modo. Mio fratello ieri non riusciva a trovare il pane in freezer perché nascosto dall’imponente ombra delle patatine fritte, né i calzini neri nel cassetto perché abbacinato dall’accecante splendore di quelli bianchi. Mio padre, invece, stasera stava per farsi un bel piatto di ravioli ricotta e spinaci in brodo (d’altronde, tutto ciò che è di colore chiaro e impacchettato in plastica trasparente assomiglia ai tortellini… che poi siano tagliatelle, gnocchi o gamberetti sgusciati, poco importa. Tutto fa brodo, anche la gallina vecchia, e lo fa pure buono).
Dopo cena, mio padre illustrava alla fidanzata di mio fratello il suo ultimo progetto di partire per Edimburgo a fare il “ragazzo” alla pari, mentre mio fratello imitava egregiamente una gallina che vagabondava per la stanza, con tanto di estensioni telescopiche del collo e occhi orbitanti a palla. Mi ha fatto venire in mente una scena di pochi mesi fa, quando la badante di mia nonna chiese “quello è il famoso nipote medico?”, e girandomi verso di lui lo vidi accovacciato con il walkie-talkie di mia nonna vicino alla bocca mentre diceva: “sono dentro”.
Non so se attribuire tale sfoggio di estro a uno sfogo post-studio o alla mera appartenenza al genere maschile. Ma propendo per la seconda.

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