lunedì 18 febbraio 2008

La spesa - 2° parte

Riassunto della puntata precedente: Il sabato mattina vado spesso a fare la spesa, quella grossa. Ma quando si è fatta una cert’ora, esco dal supermercato in perfetto stile hare krishna.

Dopo essermi liberata dai due chilometri di scontrino aggrovigliatisi attorno al mio corpo mentre suonavo il tamburello invocando krishna, mi accorgo che la signora che aveva camuffato l’insalata da cavolfiore aveva anche parcheggiato l’auto sul posto riservato ai portatori di handicap. Forse è diversamente abile. Sarà cieca. (ma secondo me è furba). Dopo essermi intrattenuta guardando la signora mentre tenta di accendere un motore probabilmente brevettato dal prozio di Leonardo, scorgo finalmente la parte importante.

E’ lì, immobile al solito posto, come ogni sabato mattina. In piedi, accanto ai suoi pacchetti di fazzoletti e qualche altro indecifrabile oggetto colorato appoggiati sui carrelli impilati. Quando mi vede, però, mi corre incontro e mi salva da quel peso massimo del mio carrello che minaccia di trascinare il mio peso becco (piuma mi sembra poco) fino in fondo al parcheggio (di un altro supermercato). Mi sorride e mi prende il carrello, per aiutarmi a caricare il portabagagli.

Amir è minorenne. Viene dalla Tunisia, dove a lasciato la madre cardiopatica. Che bello vederti! Come sta la nonna? - Mah, il solito, un giorno ride, un giorno piange.. – e a Milano? Come va? – Una succulenta delizia calcestruzzosa direi.. ma tu, come stai? – IO STO BENE.
Conosco Amir da qualche anno. Indossa gli stessi vestiti da sempre, gennaio o agosto che sia, a volte penso che ci sia nata dentro. E porta un cappellino, non l’ho mai vista senza. Non so se scoprirò mai il perché di quel cappellino, ma preferisco non saperlo. Amir mi sorride sempre, con quei suoi occhioni tristi, e mi dice che sta bene. Sta bene, gente, sta bene. I suoi saluti rincorrono ansimanti la mia auto che la abbandona a malincuore, finché non sparisce dall’orizzonte.

Non vedo l’ora che arrivi il sabato. È lei che mi ha insegnato a sorridere.

1 commento:

Cristian - 96 - NoveSei ha detto...

Mari,
sono senza parole.
Ho passato gli ultimi dieci minuti a contorcermi dalle risate per i tuoi ultimi post, da quello su S.Piccioncino (con straordinaria perla di saggezza della tua mamma)a quello sulla spesa parte prima. Non so che cosa ti abbia portato a scrivere così tante cose straordinariamente di effetto una dietro l'altra ma mi fa piacere vedere che sei in grande forma. Per non parlare dell'ultimo post, la seconda parte della spesa... E' spiazzante il cambio di rotta e leggere tutto di seguito è stata un'esperienza toccante. Inconsueta la successione ma per niente impropria. Al contrario, il fatto di aver riso di gusto fino ad un secondo prima ha reso la descrizione della tua Amica ancora più chiara, definita. Un'immagine limpida e nitida di quanto sia grande la forza di chi, pur vivendo al di fuori di qualsiasi canone di normalità e felicità, è in grado di donare forza a chi, ufficialmente, è più fortunato.

Grazie,

Christian.