martedì 26 febbraio 2008

Le bucoliche

Stamattina aprire la finestra di camera mia è stato un tripudio di gioia.
L’albicocco che si colora modestamente di gemme di corallo, le violette che la mamma ha piantato con maestria sotto il portico che spuntano magicamente sotto l’ulivo, i pettirossi sul ciliegio nudo che giocano a chi perde le corde vocali per primo, i passerotti junior che fanno scuola volo inchiodando rovinosamente tardi, il cane del vicino di destra che tenta di scavare l’ennesima buca per entrare nel nostro giardino (si sa, l’erba del vicino è sempre più verde.. ho provato a spiegarglielo, ma Lessie non ha ancora capito che non è una capra), i cavalli del vicino di sinistra che scalpitano irrequieti per la voglia di correre via (dalla sinistra), i primi moscerini che rompono delicatamente le scatole piroettando nell’etere più prossimo alla propria faccia e che si moltiplicano per uccisione, i pesci che scodinzolano (scodinzolano?) nell’acquario con la loro allegria deliziosamente afona e impassibile (quelli non sono in giardino, ma dovevo concludere il cerchio della vita). Siamo ai primi gioiosi caldi di fine febbraio e questo stuzzicante tepore mi fa venire voglia di baciare in bocca l’effetto serra. Sono addirittura progredita dallo stadio di gobbo di Nôtre-Dame a quello di rana con la sciatica.
Scendo a dare il buongiorno alla fragola e al limone, che insieme sono una gran bella coppia (soprattutto sotto forma di sorbetto, ma non glielo dico per non spaventarli). Mi sento fortunata quando penso ai poveri bambini dei Paesi sviluppati che non sanno neanche che forma abbiano le foglie della fragola (perché maestra, il fragolo ha le foglie?), o che il pollo non nasca necessariamente impanato e che la forme delle patate sia tendenzialmente ovale (più che a bastoncino). Poveri piccoli. Proporrei una colletta per offrire a tutti una gita in campagna.
Proseguo verso l’orto seguendo la scia aromatica di lavanda, salvia e rosmarino, e sento un vento luminoso e solleticante dividermi i capelli. Respiro e abbraccio un sole che non brucia e mi rendo conto che.. no, non possiamo essere soli qui.




1 commento:

ivan ha detto...

Benedetta natura, che bello vederti gioisa...
Ciao bella Mari.