È sabato sera. Cosa può fare una 22enne neolaureata il sabato sera? Una marea di cose, direi. Eppure, io mi ritrovo ad aggirarmi per casa con la scioltezza di Quasimodo di Nôtre-Dame nei suoi giorni peggiori e con lo sguardo di un rinoceronte con sindrome premestruale (prima o poi Licia Colò mi citerà in giudizio). Il fatto di zoppicare è dovuto allo strappo lacerante alla mia fascia lombare che mi sono presa qualche giorno fa sul tapis roulant (il bello di averlo in casa è che mi ha permesso di ululare, guaire, garrire, ruggire e anche barrire un po’ senza pormi troppi problemi). Pur di non farmi fare la mesoterapia da mio padre – o peggio ancora, da mio fratello - mi tengo volentieri questo sensuale passo parigino. Lo sguardo da rinoceronte, invece, è dovuto al fatto che i miei hanno avuto la splendida idea di invitare a cena tre coppie con figli di quell’età indefinibile che copre tutta l’infanzia. Intendiamoci, i bambini possono essere adorabili, ma quando superano il numero di tre messi insieme, riescono a raggiungere un livello di decibel proibito dalla legge e a mettere a soqquadro una stanza vuota. Nonostante i genitori stessero cenando nella cucina del piano terra, i bambini trovano sempre morbosamente divertente giocare sulle scale. Riuscire a scendere inosservata dalla mansarda alla cucina del primo piano (vestendomi di marrone per mimetizzarmi con il parquet) è stata un’impresa memorabile. Sono anche stoicamente riuscita a vincere l’irrefrenabile istinto di uscire dalla cucina per fare i versi degli animali mentre i bambini cantavano Nella vecchia fattoria, e a non buttare in piscina la bambina-giradischi che si è ingoiata l’hit parade degli sfigati.
Ora, con il permesso di Walt Disney, Quasimodo va a farsi una meritata doccia dopo tante disavventure. (Anche perché spero che l'isolamento della mia mansarda, lo scroscio dell'acqua e la musica a palla, riescano in qualche modo ad attutire l'effetto Dolby surround della bambina-giradischi e il grido della foresta del bambino-Tarzan)
Ora, con il permesso di Walt Disney, Quasimodo va a farsi una meritata doccia dopo tante disavventure. (Anche perché spero che l'isolamento della mia mansarda, lo scroscio dell'acqua e la musica a palla, riescano in qualche modo ad attutire l'effetto Dolby surround della bambina-giradischi e il grido della foresta del bambino-Tarzan)
(io ero Jane)

(E anche Catwoman ogni tanto)


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