Che i bambini credano a Babbo Natale, dimostra senz’altro tutta la fantasia del loro surreale mondo interiore. Quante ciotole di latte e cereali ho lasciato sotto l’albero per far ristorare l’adorabile nonnetto in vermiglio (ma non potevo lasciargli un panino alla mortadella o una bella fetta di Sacher? Volevo forse metterlo a dieta? O pensavo arrivasse per colazione? Chissà).
Ma che in Italia alcuni bambini credano che sia “Gesù Bambino” a portare i regali, dà dell’enigmatico. Gesù, dovrebbe tornare sulla Terra una volta all’anno sotto sembianze di neonato per portare la Play Station e Barbie Luce di Stelle ai nostri bambini. Chissà com'è che entra dentro casa poi. Gattonerà passando dalla porta? (no, no, un neonato non gattona… rotola?) Forse arriva in groppa all’asinello. O magari si teletrasporta… Ma dove li lascia i regali? Sotto l’albero, che è il simbolo più eclatante della tradizione pagana? Per coerenza, dovrebbe almeno lasciarli accanto al presepe. Poi, nel giro di circa tre mesi, dovrebbe crescere repentinamente per raggiungere i 33 anni e arrivare alla Pasqua. Bizzarro che non distribuisca anche le uova.
Un appello: travestiamoci da Babbo Natale, salmeggiamo al dio Consumismo, accendiamo i nostri alberi, scambiamoci pacchetti e bigliettini, intrecciamo ghirlande, baciamoci sotto il vischio, strafoghiamoci di cappelletti e panettoni, cantiamo Jingle Bells, ... ma evitiamo di coinvolgere Gesù in tutto questo. Sarà ben più felice se ci ricordiamo della sua nascita tutti gli altri giorni dell’anno e del fatto che il suo dono ce lo diede una sola volta.
Ma che in Italia alcuni bambini credano che sia “Gesù Bambino” a portare i regali, dà dell’enigmatico. Gesù, dovrebbe tornare sulla Terra una volta all’anno sotto sembianze di neonato per portare la Play Station e Barbie Luce di Stelle ai nostri bambini. Chissà com'è che entra dentro casa poi. Gattonerà passando dalla porta? (no, no, un neonato non gattona… rotola?) Forse arriva in groppa all’asinello. O magari si teletrasporta… Ma dove li lascia i regali? Sotto l’albero, che è il simbolo più eclatante della tradizione pagana? Per coerenza, dovrebbe almeno lasciarli accanto al presepe. Poi, nel giro di circa tre mesi, dovrebbe crescere repentinamente per raggiungere i 33 anni e arrivare alla Pasqua. Bizzarro che non distribuisca anche le uova.
Un appello: travestiamoci da Babbo Natale, salmeggiamo al dio Consumismo, accendiamo i nostri alberi, scambiamoci pacchetti e bigliettini, intrecciamo ghirlande, baciamoci sotto il vischio, strafoghiamoci di cappelletti e panettoni, cantiamo Jingle Bells, ... ma evitiamo di coinvolgere Gesù in tutto questo. Sarà ben più felice se ci ricordiamo della sua nascita tutti gli altri giorni dell’anno e del fatto che il suo dono ce lo diede una sola volta.
Felice strafogata.

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