
Io e mio fratello ci stiamo dedicando da qualche giorno all'idilliaca vita dei neolaureati. Telefonate, fotografie, regali, complimenti, auguri, amici, applausi, biglietti, pranzi, cene, brindisi e inseparabili allori. Ormai sembriamo dei fegatini.
Il nuovo appellativo di dottori ci rende ancora narcisisticamente euforici, mentre l’ebbrezza dell’ozioso far niente ci massaggia i neuroni affaticati dopo una lunga corsa. Mi trovo a sorridere anche nel sonno, ma credo sia dovuto a una momentanea paresi facciale.
Le voci della ragione ci dicono crudamente che si tratta solo dell’inizio di una strada tortuosa, faticosa ed esasperante. Siamo tutti dolorosamente d’accordo. Ma lasciateci crogiolare ancora qualche giorno al dondolio delle nostre profumate culle d’alloro.


Nessun commento:
Posta un commento