lunedì 21 gennaio 2008

Nel blu dipinto di cemento infarinato

Ogni volta che prendo l’aereo è un’esperienza nuova, come se non l’avessi mai provata prima. Prima mi godo la recita delle hostess che mostrano entusiaste come infilare il giubbotto di salvataggio smanettando ripetutamente per indicare le vie di uscita, e mi incanto in quel tripudio di sorrisi fotocopiati. Poi attendo impaziente che l’aereo decolli per sentire quella portentosa sensazione riassunta dalla magica formula "VINSE" (Viscere-INcollate-al-SEdile), che crocifigge il mio esofago allo schienale in perfetto stile romano. Salvo che oggi l’aereo abbia percorso una pista infinita prima di decollare dall’aeroporto di Barcellona – tanto che mi chiedevo se il pilota pensava di prendere l’autostrada per portarci in Italia. Infine, passo al momento della pressione attappatimpani che mi proietta in un afono e surreale mondo epicureo.

Ma c’è stato qualcosa di ben più banalmente peculiare – passatemi l’ossimoro - che mi ha fatto riflettere oggi. Stamattina il cielo spagnolo lasciava molto a desiderare (ovvero dava su quel grigio cemento infarinato stile dammi-una-lametta-che-mi-taglio-le-vene). In questi casi tendiamo a dire “che schifo il cielo oggi”. Eppure, quando l’aereo varca il limite di una certa quota, ci rendiamo conto che il colore del cielo era in realtà meravigliosamente raggiante, e l’unica cosa color grigio cemento infarinato erano le nuvole che lo offuscavano.

Peccato che solo una volta scavalcate le nostre spesse nuvole infarinate ci rendiamo conto di quanto sia splendentemente e perennemente azzurro il nostro cielo.
La vita è bella, folks.

1 commento:

Attack pilot ha detto...

Ora capisci anche tu cosa si prova a guardare il mondo dalla terza dimensione. Il sogno dell'uomo che si realizza e che ti trasporta nell'unica parte dell'atmosfera dove ti sembra che tutto funzioni come hai sempre desiderato, senza i vincoli che il nostro "modus vivendi" ci impone e dove puoi tornare a guardare le cose con gli occhi innocenti di un bambino. E poi...attraversi nuovamente il manto nuvoloso verso il basso...e tutto ritorna disperatamente realtà....Stai crescendo ragnetto, ma non avere fretta...conserva quella spiccata ironia che trasuda dalle tue righe per continuare a guardare le cose trovando in esse quella purezza e semplicità che i nostri occhi offuscati dalla necessità di essere come quelli che ci circondano non riescono più a leggere.