C’è chi si costruisce i castelli per aria (2,4 secondi di silenzio per il nebuloso castello del governo sinistramente crollato) e chi se li costruisce per terra. Circa una settimana fa, camminando per le vie di una cittadina nei pressi di Barcellona, la mia attenzione è stata colpita dalla mirabile visione di un castello. Era proprio un castello, ed era proprio lì, in mezzo ai condomini e le strisce pedonali. Mi sono fermata con uno sguardo tra il mistico e l’onirico mentre mia cugina mi spiegava che non era un’opera storica, bensì la dimora di un facoltoso squilibrato del quartiere (“facoltoso” e “squilibrato” possono funzionare da aggettivo e sostantivo intercambiabilmente). Il tipo aveva i soldi e si è fatto un castello. Non gli bastava una bella casa, o una villa, nossignore, voleva IL CASTELLO, e chissenefrega dei piani regolatori. Immagino la reazione delle persone che passano davanti a un castello in città. Qualcuno potrà pensare “che bello, magari potessi avere anch’io un castello”, mentre la maggior parte della gente penserà che il tipo è semplicemente uno psicopatico che non sa che farne dei suoi soldi. Tuttavia, mi attrae questa pazzia. Lo avrà fatto per farsi conoscere, per distinguersi dalla massa, o per sfoggiare la sua prosperità? O forse voleva dire a tutti che non gliene può importare di meno se oggi vanno di moda le ville, a lui piaceva il castello e castello ha fatto. Io me lo immagino chiuso nel suo maniero vestito con un mantello da re mentre impartisce ordini a un esercito di nanetti di gesso attorniato da una corte di scoiattoli impagliati. Ma almeno il suo castello se l’è costruito. (2,6 secondi di silenzio per il nebuloso castello del governo sinistramente crollato – per un totale di 5 secondi intervallati da pausa ricreativa).
(Senza offesa a certi miei sinistri amici. Mi state diplomaticamente simpatici anche se siete sinistri.)
(Senza offesa a certi miei sinistri amici. Mi state diplomaticamente simpatici anche se siete sinistri.)

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