martedì 1 gennaio 2008

I miei migliori auspici

È mia abitudine dilettarmi nel decostruire le nostre prassi consolidate per trovare se in fondo vi sia qualche senso rispettabile. Siamo soliti scambiarci uno stereotipato “Buon Anno” in questi giorni. Eppure, sappiamo bene che un anno è composto da circa 365 giorni, di cui inevitabilmente alcuni saranno “buoni” e altri “cattivi”, e non sarà certo il nostro dozzinale augurio a rendere un anno più o meno “buono”. Anche io dico sempre “Buon Anno”, soprattutto a persone che conosco poco, tipo il fruttivendolo o il gommista, come un saluto per non apparire scortese (qui potrei aprire un discorso sull’essere e l’apparire e sulla valenza del saluto, ma lo serberò per un’altra occasione). Ancor più enigmatico è il “Felice Anno Nuovo”… come si fa a quantificare un anno “felice”? Si fa una media fra i giorni tristi e quelli felici?

Fare auguri personalizzati costa, e ciò che costa non ci piace; perché spendere energia quando potremmo positivamente risparmiarla con un gratuito “Buon Anno”? D’altronde rischieremmo di interrompere il torneo di briscola fra i nostri neuroni per farli concentrare su un impegnativo auspicio studiato. Tuttavia, sono riuscita a convincere i miei ad abbassare le carte e impegnarsi per un attimo. Più che un “Buon Anno”, auguro a mio fratello ed Elisabetta di superare l’esame di Stato e il test d’ingresso alla specializzazione. Auguro a Claudia la saggezza per prendere le decisioni più giuste. Auguro ai miei amici la tenacia per affrontare i giorni “cattivi”. Vi auguro di risparmiare un cucchiaio di lenticchie per chi di fortuna ne ha avuta meno di voi. Non vi auguro di non deludere nessuno, ma di sapere come farvi perdonare quando non siete il modello che avreste desiderato per i vostri genitori, figli, amici, coniugi. Non vi auguro di condividere tutte le scelte delle persone che amate, ma di dimostrare loro il vostro affetto rispettandole. E vi auguro di saper stare soli, e di saper usare la vostra stessa testa, mentre la mitraglia globale vi propone l’omologazione del vostro cervello.

A me stessa auguro di custodire gelosamente ogni piccolo prezioso ricordo dell’anno passato, come un non-ti-scordar-di-me fra i cristalli e gli argenti, perché nessuno, neanche il tempo, possa mai portarmelo via.

1 commento:

Cristian - 96 - NoveSei ha detto...

Ci sono persone
che con il passare del tempo
si dimenticano
di poter continuare a crescere.
Quelle persone
che considerano il sogno
un'esclusiva dell'infanzia.
Per queste persone
sognare è un lusso
che non ci si può più concedere
e che si tollera solo se associato
all'ingenuità dei bambini.
Chiunque altro
si permetta di sognare
viene facilmente deriso,
sottovalutato
e tenuto poco in considerazione.
Perchè si sa,
i sognatori sono inaffidabili.
Come fidarsi di qualcuno
che vive
con la testa tra le nuvole,
curandosi
così palesemente poco
della realtà.

Per queste ultime invece
il sogno è il motore,
la spinta,
la motivazione,
la fonte inesauribile
di energia e di luce che
nei momenti più difficili e bui
che la realtà propone
indica la via,
l'appiglio,
l'illusione che dá vita
ad una nuova possibilità
di continuare,
altrimenti invisibile
ad occhi disillusi.

Io non so cosa penserai di me
dopo queste righe
ma il mio personale augurio per te
è quello di non smettere mai
di sognare.
I nostri sogni
sono la luce che abbiamo dentro,
quello che ci distingue
da tutti gli altri
e realizzarli a volte
ci fa sentire un po'in colpa,
perchè concretizzare un sogno
è un po' come publicarlo
e mettere chiunque
in condizione di vederlo,
toccarlo,
giudicarlo,
magari di invidiarlo
ed assurdamente
farci pentire di averlo reso reale
se il prezzo è di condividerlo
con le persone sbagliate.
Può sembrare complicato,
le cose importanti
spesso lo sembrano,
ma in realtà,
ironia del caso,
proprio in realtà
è semplice.
Del resto,
sono spesso i gesti più semplici
a dare le soddisfazioni più grandi.
Credere nei propri sogni,
realizzarli tutti
senza paura di sminuirli
e fare il semplice gesto
di continuare a sognare...
ogni volta nuovi sogni.

Con affetto,


Christian.